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Rigenerazione Urbana

La città di Napoli ha il più ampio centro Storico d’Europa, dichiarato patrimonio UNESCO ed inserito all’interno di unProgramma Integrato Urbano di azioni previste per 4 sotto parti del centro storico

Le quattro aree sono:

1. Il centro antico, con la sua vocazione di Cittadella degli Studi, delle Arti e della Cultura. L’area del centro antico può essere letta seguendo alcuni itinerari tematici che connettono episodi architettonici tra loro correlati ed in riferimento ad alcuni sotto ambiti fortemente caratterizzati. Gli itinerari tematici e i sotto ambiti individuati nel centro antico, ai quali ci si relaziona nella definizione delle scelte di progetto, sono in particolare

- L’asse da Portosalvo a Caponapoli (l’asse degli Studi, caratterizzato dalla forte

presenza delle strutture universitarie).

- Il tracciato delle mura, da Caponapoli a Porta Capuana.

- L’area dei teatri di epoca romana (tema dell’archeologia urbana, ambito 25

individuato dal PRG vigente per la redazione di un PUA).

2. La fascia costiera da Piazza Mercato, Porta orientale del Centro Storico, a Castel Nuovo che, con il Borgo Orefici, rappresenta il centro commerciale naturale della città storica.

3. I Quartieri Spagnoli, con la loro originaria vocazione all’accoglienza dei flussi migratori verso la città nonché all’insediamento di attività commerciali e artigianali nella prospettiva di un distretto commerciale naturale.

4. La fascia costiera, da Castel Nuovo, nuovo Museo Civico della città alla Villa Comunale, come polo monumentale e turistico del centro storico della città.

5. I borghi fuori le mura, come quartieri residenziali caratterizzati da specifici impianti morfologici e da episodi architettonici di pregio.

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Il Grande Programma nasce dalla presa d’atto della situazione di degrado strutturale e sociale dell’area urbana, che si accentua, in particolare, in diverse porzioni secondo una distribuzione a macchia di leopardo. Oltre all’obiettivo principale, quindi, di miglioramento della qualità della vita degli abitanti, il Grande Programma risponde anche alla valorizzazione delle risorse storiche, artistiche e culturali oggetto del patrimonio UNESCO dovute alla condizione di degrado generale, all’assenza di servizi a rete ed accessori, alla difficile fruibilità dei siti.

In particolare, sotto il profilo socioeconomico si rilevano le seguenti criticità:

- sensibile diminuzione del numero di esercizi commerciali di piccole dimensioni e perdita di competitività dell’area commerciale rispetto a centri pianificati ex novo e realizzati nelle aree periferiche;

- progressivo allontanamento delle attività artigianali ed artistiche tradizionali storicamente ubicate nel centro storico;

- difficoltà di insediamento di nuove imprese in ambito urbano;

- inadeguata rete di servizi terziari o “reali” a sostegno delle imprese che possono influenzare, indirizzare ed agevolare i percorsi di rinnovamento del tessuto economico del centro storico;

- inadeguata presenza di strutture per la implementazione di politiche sociali;

- mancata valorizzazione delle reti del terzo settore esistenti;

- inesistente o scarsa sinergia tra soggetti pubblici e privati nell’attuazione delle politiche di sviluppo locale;

- mancato adeguamento di alcuni spazi pubblici ed edifici storici e monumentali con conseguente difficoltà di utilizzo degli stessi per attività di tipo pubblico e privato;

- assenza di manutenzione urbana;

- scarsa animazione del centro storico.

Rispetto a queste problematiche, Made in Cloister va a porsi cosìal centro di un più ampio programma di riqualificazione e rigenerazione urbana riguardante uno dei quartieri tutelati dal Grande Progetto Unesco,il quartiere di Porta Capuana.

Made in Cloister risulta essere il “frame”di questo intervento urbanistico che coinvolge più aspetti della città e ne vuole essere un grande momento di innovazione e trasformazione.

L’incidenza che questo progetto legato alla rigenerazione urbana avrà sul sistema urbano, ambientale, insediativo e relazionale, lo pongono come un programma  di struttura, che progettando e realizzando le infrastrutture più strategiche della città, con fondi e tempi certi, pubblici e privati, lo dotano anche di un piano economico-finanziario e temporale, rendendolo molto più efficace di un decisamente più efficiente di un progetto urbanistico, per la scala degli interventi e la puntualità delle azioni, che operano e trasformano settori significativi di questa parte di città qualificandosi come un piano di sviluppo sostenibile del territorio, ove le tre componenti dello sviluppo, economica, sociale e ambientale, sono affrontate in maniera equilibrata ed integrata.

Made in Cloister  può essere letto come l’architrave di un progetto più ampio che mira a riqualificare il territorio urbano nel segno della modernità, nel rispetto della sua tradizione e delle sue naturali peculiarità.

Gli interventi del progetto finanziato con i fondi JESSICA – Sostegno europeo comune agli investimenti sostenibili nelle aree urbane, il programma Europa Creativa all’interno della nuova programmazione 2014-2020, contemplano una sostenibilità che non è una prospettiva univoca né una condizione immutabile, ma un processo creativo, volto a raggiungere un equilibrio che abbraccia tutti i settori che intervengono nella trasformazione della città, tale da richiedere una continua verifica anche delle modalità di gestione della città e dei suoi processi decisionali.

Il filo conduttore del progetto è l’idea che crea e trasforma tutti i materiali coinvolti nel programma; da attrattori culturali, espressioni di antichità e modernità, saranno in grado di ridestare il valore della memoria e della storia della città, ma soprattutto di dare vigore e slancio per il futuro della comunità e delle sue generazioni.

Alla cultura si devono una serie di effetti sull’ambiente urbano che non si esauriscono negli impatti economici di breve periodo, ma che coinvolgono la sfera ambientale (qualità della vita, spazio pubblico, qualità del design urbano, etc.), la sfera sociale (coesione e inclusione sociale, livello di partecipazione alle attività culturali, benessere, etc.) e la sfera culturale (la vita culturale urbana, l’identità e il patrimonio culturale urbano, la governance culturale, etc.).

Ecco perché Made in Cloister non è esclusivamente:recupero del Chiostro,  restauro e valorizzazione di un area ad alto potenziale storico ed artistico,realizzazione di un parco naturale e urbano, riqualificazione della struttura commerciale storica, aiuto alle Pmi, una rete digitale, ecc. ma l’insieme di questi interventi integrati in modo da contribuire alla realizzazione di una nuova concezione di città.Made in Cloister è anche un ponte tra generazioni e culture, promuove lo sviluppo di attività imprenditoriali e getta lo sguardo oltre l’orizzonte del presente, guarda all’integrazione tra nuove tecnologie di domani e i bisogni di oggi, tuttavia, Made in Cloister è anche storia, con il recupero di uno dei più importanti Chiostri del XV secolo presenti nel Sud Italia con annessi splendidi esempi di affreschi cinquecenteschi, ed essi possano essere strumenti per dare risposte alle domande che, soprattutto giovani, cittadini e migranti, rivolgono alla collettività per esprimere le proprie energie e potenzialità.

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Stante la crisi in atto, Made in Cloister può considerarsi un importante strumento per dare sostegno alle attività commerciali e alle Pmi con iniziative ad esso dedicate: azioni di qualificazione dei prodotti e dei processi, standardizzazione delle “comunicazioni commerciali”, inserendosi cosi in un quadro più ampio previsto dall’amministrazione per lo sviluppo del settore produttivo ed artigianale ed abbracciando del tutto il concetto di rigenerazione urbana a Napoli, un intervento che trasformerà l’area di porta Capuana attualmente congestionata dal traffico, con un’economia locale in forte sofferenza e con una superficie verde inadeguata ed inaccessibile, in un modello di sviluppo. Il piano di rigenerazione urbana è una sfida e allo stesso tempo richiede una forte capacità di integrazione di soggetti, strumenti e risorse, dove gli obiettivi specifici verranno coniugati in una visione unitaria.

La rigenerazione urbana di quest’area parte da un intervento di mobilità: una città non opportunamente collegata fallisce in partenza l’obiettivo di sostenibilità, perché impedisce lo scambio e l’integrazione delle forze del territorio che costituiscono l’elemento chiave di sviluppo.

Una mobilità sostenibile implica modalità di spostamento in grado di diminuire gli impatti ambientali, quali l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento acustico, la congestione, l’incidentalità, il degrado delle aree urbane, il consumo di territorio e la mancata valorizzazione delle risorse.

Ottimizzare i servizi di mobilità significa migliorare la qualità urbana e territoriale e dunque la qualità della vita dei cittadini di Napoli. Con questa rete il piano promuove la costruzione di una governance urbana e territoriale che può “creare una nuova identità territoriale”.

Il progetto di rigenerazione urbana, è volto a perseguire un obiettivo generale: concepire i vari interventi come un continuum ideale intorno ai vari poli di destinazione culturale all’interno dell’interno quartiere, i quali da attrattori culturali, espressioni di antichità e modernità, saranno in grado di ridestare il valore della memoria e della storia della città, ma soprattutto di dare vigore e slancio per il futuro della comunità e delle sue generazioni.

Made in Cloister con la sua mission di fondo rappresenta il concetto di innovazione, e l’introduzione nel sistema economico di un’invenzione, cioè la capacità di mettere in pratica un’idea nuova, crea processi di innovazione.

L’innovazione, in questo caso è legata al recuperare i contenitori storici e monumentali, progettare la rete dei servizi culturali e sociali, ridare vita all’antico proiettandolo nel futuro della modernità.

Tale finalità sarà raggiunta attraverso un insieme di azioni integrate che corrispondono ad una pluralità di obiettivi specifici quali:

1. Recuperare spazi, aree ed edifici pubblici per recuperarne la linfa vitale e progettare il futuro del territorio;

2. Realizzare interventi per potenziare i servizi culturali e alla persona;

3. Promuovere interventi per la crescita dell’occupazione, la nascita di nuove imprese e la qualità e la sostenibilità urbana;

4. Riqualificare l’ambiente urbano per migliorare la viabilità e la mobilità;

5. Realizzare una infrastruttura tecnologica interattiva e interoperabile “per” creare una reale interazione cittadini-amministrazione

Fanno da corollario, a queste scelte fondamentali, quegli interventi che si caratterizzino per un approccio innovativo (con la massima diffusione di ITC, per la loro interoperabilità e per il numero di utenti raggiunti ) e per un’attenzione costante alla sostenibilità (in termini ambientali, economici e sociali).

Passando, quindi, da un approccio conservativo e funzionale ad uno dinamico, moderno e di sviluppo in linea con le richieste di adeguamento culturale alle trasformazioni in corso, acominciare da un’apertura verso le politiche europee per le aree vaste, richiamata anche dalla nuova programmazione dei Fondi Europei della nuova strategia 2014-2020

 “Made in Cloister” per tale ragione consentirà

  • il recupero funzionale di un immobile oggi abbandonato  e non in uso alla collettività e la sua infrastrutturazione
  • la piena valorizzazione del patrimonio culturale a fini turistici;
  • la riqualificazione di un immobile per ospitare attività culturali;
  • la promozione della partnership pubblico-privata;
  • la diffusione di una rete “attiva” urbana con servizi al cittadino web 2.0.